Scrivere nel futuro: il comunicatore digitale

di Francesca Tortora

Sebbene il “fenomeno internet” non sia più un arcano sconosciuto tanto quanto la digitalizzazione dei media, per cui non ha più senso parlare di guerra tra analogico e digitale, tarda ad essere accettato quel cambio di forma mentis nel pensiero imprenditoriale sull’identità, l’utilizzo e le nuove potenzialità della rete. Non sempre, infatti, sembra essere chiaro che internet non è un canale, ovvero non è una delle voci del marketing mix cui allocare parte del budget destinato alla comunicazione, non è un settore, ovvero non è un segmento che riguarda una specifica attività economica,  né un soggetto da studiare a se stante. Internet è una piattaforma che, tramite protocolli standard, consente di attivare processi commerciali, di servizi, relazionali ed è un mezzo trasversale a tutti i settori.

La lezione tenuta dal Prof. Carlo Alberto Maffè è stato un excursus sul cambiamento di scenario determinato dai nuovi media, che ha impattato sui modelli economici, culturali e relazionali, ridisegnando nuovi flussi di valori sociali. La rete offre grandi opportunità, in primis il libero accesso al web, cui corrispondono però grandi minacce: su internet l’azienda perde il controllo della comunicazione a fronte di un maggiore potere assunto dagli utenti, che in soli pochi clic possono determinare la vita o la morte di un prodotto o un servizio e, conseguentemente, decidere le sorti della reputazione aziendale.

In questa ottica, il ruolo del comunicatore digitale, come funzione dell’impresa, non è più un compartimento stagno di creazione di contenuti che non dialoga con gli altri dipartimenti aziendali, piuttosto una funzione trasversale a tutti gli altri che gestisce con lungimiranza opportunità e rischi offerti dalla rete, non limitandosi più a progettare campagne di comunicazione a pagamento, ma costruendo ed alimentando relazioni trasparenti e durature, fiducia e coinvolgimento tra utenti e brand.

Il comunicatore digitale deve inoltre creare contenuti non manipolabili dall’utente finale, che siano capaci di catalizzare attenzione e di costituire uno stock informativo appetibile per gli investitori pubblicitari.

La vera sfida che l’azienda deve raccogliere non è dunque solo economico finanziaria, ma sta nel comprendere il ruolo fondamentale cui risponde la comunicazione digitale, ovvero presidiare e gestire i fattori di rischio reputazionale dell’immagine aziendale sul web.

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