«It’s stock, babe, e ti asfalta»

di Simone Fogli

La giornata che ci accoglie in via Larga, sotto la sede dell’UPA, è fresca e soleggiata, ci illude sia arrivata la primavera. Una carica in più, perché la lezione che ci attende è unica: Carlo Alberto Carnevale-Maffè, che insegna Strategy alla Bocconi School of Management, è nella board di infinite aziende, è editore per varie testate italiane, prima su tutte, Harvard Business Review Italy.

Il professore usa la maieutica per farci innamorare della lezione: a giudizio personale, ci riesce. Partiamo analizzando il web, in una prospettiva tecnica, economica, sociale: c’è persino spazio per Marx, “I mezzi di produzione devono appartenere al popolo”. Non per una presupposta appartenenza ideologica di Maffè, ma perché il web l’ha realizzato, dettando un nuovo paradigma al mercato. Le aziende hanno perso il controllo del processo economico della comunicazione: “digital is social”; interoperabile, non ha barriere all’ingresso, usufruendo dei contenuti modifichiamo il loro valore economico. «Avete presente quando guardate un video su Youtube? Bene, avete aggiunto una visualizzazione a quel numerino là sotto: signori, ne avete modificato il suo valore economico»

Valore: un concetto chiave per un uomo di business e per la seconda parte della lezione. L’informazione era effimera nella pubblicità tradizionale, mentre sul web l’ ”info” lascia traccia e diviene “money”. Per farcelo capire, c’è spazio per United breaks Guitars: una case history che più “case” non c’è.
Quindi studiamo Google e Facebook, perché se è ovvio che siamo utenti, non è così ovvio che non siamo clienti né di Google, né di Facebook. Analizziamo il mercato multilaterale creato dalle due big companies californiane, ma ormai è troppo tardi: il tipping point è superato e sono un monopolio naturale.

Fine del breve riassunto della lezione.

Maffè ci lascia con due visioni per il nostro futuro:
-l’obiettivo da perseguire è divenire uno standard: strutturare un business in cui l’asset è patrimonio.
-Il nostro biglietto da visita per le imprese: «Signori, siamo la migliore polizza assicurativa per il vostro business: nessuno come noi può presidiare per voi i fattori di rischio, evitando di far perdere al vostro titolo in borsa 180 millioni US$ in 4 settimane: United docet».

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