Spr(u)zzi di idee nel mare di internet

di Claudia Dondi

Tutti uniti per il bene superiore?
Si parla di rete, di digitale, di nuovi paradigmi di comunicazione, di approccio ai media e agli strumenti.
Che cambiano, di continuo: perpetual beta, un modificarsi senza sosta e senza conclusione che permette un breve e rapido ma soprattutto raro momento in cui tutto sembra essere e funzionare esattamente come dovrebbe.
Ma perché non ammettere che invece della comunicazione e dei disparati media a nostra disposizione, quello che davvero sta cambiando siamo noi?
Con il professor Guido Di Fraia si parla proprio di questo, durante la prima lezione di un corso che fin da ora si fa interessante e pieno di (s)punti. Già, perché si tratta di argomenti pungenti e spinosi, per esseri sedentari e pigri quali siamo. Ancorati a un passato che non vogliamo abbandonare.
Carta stampata che non accenna a arrendersi, libri dai quali forse non ci libereremo mai
Non sperate di liberarvi dei libri (Jean-Claude Carrière,Umberto Eco) che prepotentemente si comportano da protagonisti nel nostro tempo libero, emittenti radio che ancora fanno caso alla diffusione geolocalizzata del loro segnale FM: fenomeni destinati all’oblio?
Staremo a vedere. Ciò che davvero cambia, siamo o dovremmo essere NOI.
Dovremmo; perché la rete, la dimensione che sta rendendo parallela la realtà, il mondo in cui ognuno è solo, in cui i rapporti sono filtrati altro non fa che spingerci con forza verso gli altri.
Condividendo momenti, abbattendo distanze e gerarchie, eliminando barriere e imposizioni, la rete ci esorta a essere migliori. A collaborare. Per il bene (innanzitutto ed egoisticamente) nostro ma in effetti anche di tutti gli altri. Perché una rete migliore significa un mondo parallelo (eh si, questo è ormai il mondo reale!) migliore.
Un’enciclopedia fatta da tutti, una ricerca scientifica estesa a tutto il pianeta, un progetto che se non serve a me magari farà la fortuna di qualcun altro, un pezzettino di universo conosciuto in più grazie a te… Tutto questo non esisterebbe senza uno sforzo verso quegli ALTRI che non siamo altro che tutti NOI.
Il popolo della rete non sarebbe nessuno, senza un piccolo contributo da parte di tutti.
Eh sì, perché, consapevolmente o meno, nuotando (e a volte annaspando) in questo mare contribuiamo a lasciare qualcosa di noi, che lo renda più navigabile, tranquillo e pieno di risorse.

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