La ‘contaminazione’ cross-culturale

di Silvia Donà

Durante l’interessante lezione del professor Vescovi, è emerso un tema attuale di comune dibattito: la globalizzazione dei mercati e la sempre maggior rilevanza dell’approccio cross-culturale nel business permessa dalla tecnologia, prodotto globale per eccellenza, hanno reso la comunicazione più immediata e accessibile.
Dunque le competenze personali di gestione della comunicazione sono un elemento chiave in qualsiasi attività di business e in particolare in contesti internazionali, in cui ad aspetti di natura linguistica se ne sommano altri di tipo culturale.

Utilizzando il modello prossemico di E.T. Hall, abbiamo distinto fra high context, in cui la maggior parte dell’informazione è implicita, e low context, in cui la maggior parte dell’informazione è esplicita.
Le culture a high context, delle quali la Cina rappresenta un’importante opportunità di business, si avvalgono di moduli comunicativi, relazioni personali e rituali che se vengono ignorati interrompono qualsiasi possibilità di comunicazione.
Queste differenze culturali evidenziano come le aziende che vogliono penetrare il mercato cinese debbano riconsiderare  il proprio modus operandi, tenendo conto degli aspetti locali e le differenze di contesto. Quindi devono definire in maniera solida la loro immagine e il proprio marchio, imparando a relazionarsi anche con i consumatori al di fuori dei propri confini culturali.

È sempre necessario avvalersi di manager consapevoli che le differenze di contesto debbano essere gestite con un approccio che tenga conto dell’emozionalità e sensibilità di culture lontane da quella di origine.
Gli stessi Cinesi, agli ospiti Europei, offrono le posate al posto dei bastoncini, nei saluti adottano la stretta di mano alla “occidentale”; allo stesso modo, gli Europei s’impegnano ad adottare rituali propri della cultura e tradizione cinese, come lo scambio dei biglietti da visita con l’utilizzo di entrambe le mani.
Dunque, l’incontro tra culture diverse attraverso la comunicazione, porta a un’inevitabile “contaminazione”, molto positiva se vissuta non come annullamento delle proprie tradizioni, ma come incontro nel reciproco rispetto.

Per concludere cito il motto del Dalai Lama che ritengo riassuma i concetti fondamentali della lezione: “Più si incontrano opinioni diverse, più si ha occasione di acquisire una nuova comprensione degli altri e di migliorarsi. Non fissiamoci sulle nostre idee, e dialoghiamo con gli altri, tenendo un atteggiamento di grande apertura”.

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