Yes, tell me!

di Annalisa Hyeraci

“Measure.Menage.Change.”  E’ la perfetta sintesi dell’attività che Lundquist propone e svolge per i suoi clienti (oltre 70 tra le più grandi aziende in Europa!): misurare il valore del brand di un’azienda, in termini di efficacia della sua comunicazione e presenza online; pianificazione/ridefinizione della strategia web; implementazione della strategia e avvio del processo di cambiamento della comunicazione online. Sembrerebbe non fare una piega, tuttavia, Joakim Lundquist (Head di Lundquist srl) e Cristiano Poian ( Senior Digital Strategist di Lundquist srl) ci spiegano che nella pratica fare si che le aziende razionalizzino la propria presenza sul web e cambino il loro modo di comunicare online non è affatto così semplice.

Nel corso del tempo, la comunicazione online è molto cambiata, non è più gerarchica (top-down) come in passato; l’approccio di oggi, anche grazie ai social media, è molto più “relazionale”; c’è (o dovrebbe esserci!) sempre maggiore integrazione tra la comunicazione corporate e comunicazione commerciale; per non parlare della diffusione di diversi device. Anziché adattarsi e rispondere a tali cambiamenti, le aziende, hanno spesso compiuto una serie di “scelte tattiche” piuttosto che strategiche sviluppando online una presenza frammentaria, creando dei veri e propri “ecosistemi digitali”.   Il risultato è che molte aziende, per poter preservare la propria identità e parlare efficacemente a tutti i diversi stakeholder (ma anche per creare awareness, attirare e trattenere dipendenti e investitori, per ottemperare ad obblighi di disclosure, ottenere una buona media coverage), sono costrette oggi a ripensare la propria comunicazione corporate.

Uno dei più recenti ed efficaci approcci alla comunicazione corporate online è lo storytelling (anche secondo Forbes). L’azienda deve raccontarsi in modo trasparente e facilmente comprensibile. Per farlo deve individuare la propria audience, avere una voce, costruire delle storie e trasmettere se stessa e i propri valori (individuando delle priorità, perché online non si può sempre dire tutto!).
In fondo, e lo abbiamo detto in più di una lezione, “markets are conversations” (The Cluetrain Manifesto, 1999) e questo vale anche (anzi forse di più) online. Con internet, blog e social media gli utenti sono abituati a raccontarsi e ad ascoltare, perché le aziende non dovrebbero farlo?

“When you think of the Internet, don’t think of Mack trucks full of widgets destined for distributorships, whizzing by countless billboards. Think of a table for two.”

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