Just a video lover!

di Martina Ventura

Dopo tante interessanti lezioni su metodologie, ricerche e strategie di comunicazione, è arrivato il momento  di “sporcarsi le mani” ed entrare nel vivo della Digital Content Production. Lo facciamo concentrandoci sul mondo del video insieme ad Alessio Garbin, cofounder e video content manager di Uramaki, ma più semplicemente “a video lover”!

Ma perché porre la nostra attenzione proprio sul video?  Senza titolo1
Video is the largest growing component on the web” – secondo l’autrice Tv, producer e video consultant Lisa Lubin – e i dati sembrano confermare questa tendenza. La crescita del video, se paragonata alla carta stampata, è impressionante: ogni giorno 150 milioni di giornali sono stampati, mentre 2 bilioni di video sono visti su Youtube, che è diventato il terzo sito più visitato al mondo dopo Google e Facebook.

It is a know fact” – ci ricorda la Lubin – “that people engage more when they watch a video and tend to stay whatching it. Video informs and entertains people and, good or bad, today most people prefer to watch a video  rather than read a page of text”.

Insomma, la parte visiva sta conquistando la centralità tra i mezzi di comunicazione e se vogliamo che i video siano visti online bisogna saper creare contenuti brevi, poiché l’attenzione dell’utente tende ad esaurirsi in pochi secondi.

Di qualsiasi tipologia di contenuti ci occupiamo (testo, foto, grafica, musica, video, games), dobbiamo sempre tenere bene a mente quello che il grande Bill Gates disse nel lontano 1996, e cioè  che “CONTENT IS THE KING” !
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È proprio il contenuto, infatti, che veicola e trasmette il messaggio e che, ragionando in un’ottica aziendale, diventa portatore di business value e rappresenta l’immagine di un’azienda. L’online video oggi è un fattore fondamentale nella strategia di chi vende, e un contenuto di successo può assolvere ad importantissimi compiti, primo fra tutti invogliare i consumatori a comprare un prodotto. Va da sé, quindi, che tutte le fasi di una content production devono essere supportate da una strategia di comunicazione efficiente, soprattutto sui social.

Ma come si realizza un video? Prima di tutto abbiamo bisogno di una videocamera o  una fotocamera professionale (shooting professionale), oppure di normali macchine fotografiche o dei nostri avanzatissimi cellulari (shooting consumer). Le riprese possono essere realizzate con le sue forme più classiche (un girato puro, un insieme di musica e girato, un’intervista, o un video costruito in montaggio), oppure ricorrendo ad alcune tipologie di ripresa più creative , come ad esempio:

– utilizzo della soggettiva
– slow motion (il classico effetto rallentatore in cui un movimento è riprodotto a una velocità più lenta del reale)
– bianco e nero
– stop motion (ripresa di oggetti fermi a piccoli intervalli e da diverse angolazioni per conferire movimento )
– time lapse (ripresa a intervalli regolari incredibilmente accelerata)
– green screen o chroma key (espediente utilizzato per creare sfondi provenienti da altri mondi e far sì che il soggetto possa interagire con essi)
– type animation (animare lettere o font)
– infografica (tecnica nata dall’incrocio tra informatica e arti grafiche, che consiste nella rappresentazione visuale di informazioni o dati attraverso l’uso di diversi elementi grafici)
– cartoon
– grafica statica (2D) o dinamica (3D)

E quale tipologia di video scegliere tra le tante esistenti? Diversi sono, infatti, i trattamenti creativi e le tecniche che si presentano a chi voglia produrre un video:

  • Slideshow > una classica sequenza di foto
  • Slideshow con template > slideshow con soluzioni grafiche precofenzionate che permettono di editare e inserire contenuti
  • Screen capturing > equivale semplicemente a catturare le schermate del proprio computer
  • Common craft > la tecnica prende il nome dalla compagnia che si è fatta notare sul web grazie ai filmati che parlano di argomenti legati alla rete e non solo, usando uno stile pulito e semplice, ideale per spiegare concetti
  • Schermate (screen shots) e motion graphics > screen shot del sito abbinato a un lavoro di grafica
  • Schermate e shooting > classica ripresa con telecamera
  • Logo animation > far parlare direttamente il logo dell’azienda

Adesso che abbiamo riempito la nostra “scatola degli attrezzi” e conosciamo a menadito gli strumenti principali per la realizzazione di un video, non ci resta che provare… Magari, se siamo fortunati, riusciamo perfino a creare il Viral Video dell’estate 2013!

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