Le strategie pubblicitarie sul web

di Cinzia Brandalese

Come sono cambiate le strategie pubblicitarie negli ultimi anni?

La tecnologia è in continuo cambiamento, ed era inevitabile che la pubblicità raggiungesse anche il nuovo media per eccellenza: internet. Quello che ieri, oggi e domani continuerà a non cambiare è lo scopo finale: influenzare il processo d’acquisto del cliente.

Senza titolo

 

É necessario creare la giusta strategia per stimolare il consumatore a mettere in moto questo processo. Federico Gai, attualmente Engagement Manager presso Xaxis (partner GroupM), ci insegna che sono davvero molte le decisioni da prendere per creare una strategia pubblicitaria che funzioni. Box (o Medium Rectangle, 300×250), Leaderboard (728×90) o Wide Sky (160×600)? Questi sono tre diversi formati “Standard” di banner pubblicitari. In risposta alla cosiddetta banner blindness (cecità ai banner) nasce poi il formato “Rich” la cui caratteristica principale è quella di creare effetti dinamici che possono attivarsi all’apertura della finestra o in risposta all’interazione dell’utente. Un esempio di formato “Rich” è l’Overlay (una forma di web advertising che appare dinamicamente al di sopra degli altri elementi di una pagina web quando questa viene aperta da un browser). Ma come vengono acquistati questi formati? Federico ci elenca tre delle più usate modalità di acquisto: il CPM (Cost Per Mille impression), il CPC (Cost Per Click) e il CPA (Cost Per Action o CPL cioè Cost Per Lead.) Ogni modalità presuppone l’adozione di business models e KPI (Key Performance Indicators) differenti. Il denaro investito in queste forme di Web Advertising ha lo scopo di catturare l’attenzione del target selezionato. Ma qual è il modo per raggiungerlo? Per farlo sono stati introdotti molti nuovi strumenti, che si vanno ad aggiungere a quelli tradizionali come DEM (Direct Email Marketing), Facebook, siti, messaggi e altro. Ad esempio, grazie alla tecnologia, è oggi possibile “cookizzare” le visite degli utenti per ritrovare più facilmente i possibili clienti. È in questo modo, passo dopo passo, che scopriamo quanto lavoro, strategia e analisi si nascondono dietro ad un complesso insieme di decisioni che prendono il nome di “Media Planning”.

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