3 consigli per un CV senza rischi

di Fabiola Rossi

Oggi molti dati personali, foto e video, vengono facilmente rintracciati in rete, diventando un potenziale fattore critico per la propria reputation. Oggi in tempo di crisi le aziende faticano ad assumere, e il rischio di commettere errori costringe a sottoporre il candidato ad un esame attento e accurato. Due situazioni che, prese congiuntamente, impongono a giovani e non una riflessione sui contenuti che li coinvolgono direttamente quando si tratta di proporsi ad un’azienda importante, perché un manager junior d’oggi, è ben da sperare che diventi senior un domani.

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Consiglio n° 1. Valutare la posizione per cui ci si candida e la propria reputation

Non importa da quale fonte abbiano origine le informazioni, social network o una Google search, basta qualche esempio per comprendere quanto sia importante prestare attenzione agendo di conseguenza.

Potresti avere problemi se…ti presenti al colloquio in giacca e cravatta ma nella tua foto del profilo Facebook hai la cresta e sei ad Amsterdam; ti presenti per la posizione di social media strategist e su twitter hai tre tweet e quattro follower; ti presenti come sales manager e su LinkedIN i tuoi collegamenti non arrivano a cinquanta.

 

Consiglio n° 2. Vestire i panni di chi ti assume, leggendo l’implicito del tuo CV

La crisi ha imposto un regime di efficienza superiore rispetto ad altri periodi, ciò richiede tempo e dedizione, non sono dunque da sottovalutare le passioni che gli individui hanno al di fuori del lavoro.

Il peggior profilo per un’azienda è per esempio lo sportivo a livello agonistico: impegni giornalieri e competizioni nel weekend potrebbero incidere negativamente per un eventuale incarico last-minute. In generale, dunque, tutte le attività ad orario regolare non sono positivamente valutate. La migliore scelta diplomatica tra le passioni indicabili? Leggere libri.

Un voto di laurea eccellente e la provenienza da un’università prestigiosa hanno il loro peso, e se si possiede una media esami alta, è l’occasione per specificarla e valorizzarla: significa che si ha lavorato sodo e che si raggiungono gli obiettivi con il massimo dei risultati. Anche il titolo della tesi di laurea andrebbe inserito solo se questo è attinente con il lavoro scelto, e abilmente omesso se l’argomento è fuori contesto.

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STEP 3. Motivational letter

Il CV come è ben risaputo sarà attentamente esaminato dall’HR per circa trenta secondi. Banale consiglio è conquistare il primo approccio con una buona lettera di presentazione, meglio se già riportata per e-mail. Chi di dovere potrebbe non scaricare l’allegato, ma la posta elettronica è quasi-sicuramente letta.

 

 

 

 

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