Comunicazione e social network: scenari futuri

di Federica Nobili

Ci si domanda frequentemente in quale modo sia evoluta la brand communication in seguito al passaggio tra media tradizionali e social media e quali siano le conseguenze sull’attività degli investitori in comunicazione. Probabilmente il punto di vista migliore per guardare alla questione è quello degli addetti ai lavori, di chi la digital communication la progetta e la reinventa ogni giorno.

Davide Maggi, Advisory Board Member di Key Capital, una società che finanzia start up digitali, e fondatore e CEO di una Digital Agency, NIMAI, ci ha fornito degli strumenti di analisi al riguardo.

Se l’attuale scenario mediatico, sempre più influenzato dai social media, è caratterizzato da frammentazione dei canali e della audience, convergenza e compresenza fra contenuti industriali e UGC; a livello di marketing questo implica che si sia rotto il tradizionale patto dell’advertising che forniva intrattenimento in cambio di attenzione, che l’attenzione e la audience passino sempre di più dal canale al contenuto e che la comunicazione diventi sempre più branded entertainment che sia necessariamente coinvolgente per distinguersi ed emergere da uno scenario sempre più affollato.

Engagement è quindi la parola d’ordine per le campagne digitali che nascono sul web e che aspirano ad assumere caratteri virali.

Partendo dalle dinamiche già in atto, per l’anno appena iniziato Maggi ha ipotizzato che i social network origineranno dati sempre più sensibili (i cosiddetti big data); che cresceranno i social media tools (apps, analytics e reporting) e quindi sarà necessario un maggiore presidio dei canali sociali e dell’audience outbound; che si incrementerà il content marketing attraverso gli strumenti di storytelling e che il visual storytelling assumerà sempre più rilevanza attraverso piattaforme come Facebook, Youtube, Instagram e Pinterest.

 

Made from cool di Jack and Jones, esempio di storytelling

Oggi l’aspetto visivo della comunicazione è sempre più centrale e l’immagine occupa un ruolo fondamentale perché permette di comunicare emozioni e valori in maniera immediata.

La strada del visual storytelling è già stata percorsa da alcuni brand, soprattutto all’Estero, ma sicuramente per quelli italiani c’è ancora ampio margine di azione.

Lezione Maggi_Immagine_Nobili

Michael Kors, prima pubblicità della storia di Instagram

Per Maggi, inoltre, la Digital Corporate Communication, attraverso attività sui social e sui blog aziendali, andrà a sostituire progressivamente il ruolo degli Uffici Stampa e aumenterà il legame fra social media ed ecommerce mentre subirà un incremento l’utilizzo di internet da mobile a discapito del traffico sugli app store.

I brand possono sfruttare a loro vantaggio queste tendenze che consentono un minore impegno a livello economico in quanto anche gli utenti stessi possono essere utilizzati come fonte di creazione di contenuti. L’utente diventa, dunque, sempre più parte della value chain del mercato della comunicazione rompendone gli argini tradizionali. Si potrebbe, quindi, azzardare nel teorizzare una “ikeizzazione” del settore della pubblicità?

A dicembre 2014 l’ardua sentenza.

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