L’utente, questo sconosciuto…

di Alice Riccardi

Almeno una volta nella vita ciascuno di noi é stato un utente..ma utente di che? Cosa significa essere utenti?
Come suggerisce l’Enciclopedia Treccani, un utente è “chi fa uso di qualche cosa[..]”. Da qui possiamo capire che l’utente utilizza qualcosa che già esiste senza modificarla né migliorarla (o peggiorarla, certo): ma è sempre vero? “No” spiega ai 24 studenti del corso, il prof. Davide Maggi (fondatore di NIMAI, un’agenzia digitale che si occupa di sviluppare strategie cross per media digitali e direttore del corso di “Digital Marketing” presso l’Università di Bologna). Durante la lezione è stato chiarito come, in questi anni, l’utente sia passato da consumer a prosumer, ovvero da passivo utilizzatore di internet ad attivo produttore di contenuti-es. video su Youtube-e, addirittura, influenzatore di altri utenti, avendo spesso più successo di importanti campagne pubblicitarie.


Così sono nate le figure degli influencer, coloro che condizionano e suggestionano i consumatori della Rete, dei Social Network e del mondo virtuale in generale..-NIMAI stessa collabora con diversi influencer, tra cui il primo instagrammer della rete.
Dalle parole del prof è emerso inoltre che stiamo vivendo nell’era del surfing media, ovvero quel momento storico in cui l’utente non catalizza più la sua attenzione verso un unico media alla volta: la televisione deve fare i conti con i computer, i tablet, gli smartphone ecc. L’utente guarda la TV mentre scrive un sms con Whatsapp dal suo iPhone e intanto curiosa tra le pagine di Facebook dal suo PC.
La televisione sta ultimamente perdendo di importanza perché una persona è portata, come già accennato, a fare “più cose contemporaneamente”; esempio è MTV che perde persone davanti allo schermo ma sul web guadagna pubblicando i contenuti della TV in internet: MTV ottiene moltissimi tweet, like ecc e, in questo modo, il programma televisivo diventa un insieme di contenuti che vengono dirottati dallo schermo della TV verso altri media.
Cos’é dunque l’utente? È un prosumer che condivide contenuti e spesso diventa influencer; inoltre non catalizza più la sua attenzione verso un singolo strumento. L’unico elemento a cui bisogna fare attenzione in rete è la “troppa libertà” che potrebbe causare la “sindrome da foglio bianco”. Questo è successo a Enel a causa di due campagne digitali sbagliate: la prima, “Spendere meno” iniziò con una pubblicità televisiva e fu seguita dall’hastag il cui portale era vuoto. L’utente sarebbe dovuto entrare nel portale, raccontare una storia in cui “spendere meno” doveva essere il centro del racconto e così avrebbe potuto vincere una bicicletta. Dato il terribile esito della campagna, Enel si è inventato due persone (con tanto di profilo falso su Facebook) che “avevano speso meno”; il fake fu assicurato: non solo insulti in rete ma anche un clamoroso fallimento. Enel ha poi provato a rimediare con la pubblicità “I guerrieri”, facendo la stessa trafila della precedente e con risultati pressoché identici: insulti dagli utenti e niente di buono ottenuto.

Chissà se ora Enel ha compreso che quando si ingaggia l’utente, bisogna dargli non solo una chance di partecipare ma anche qualcosa in cambio..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...