La co-creazione del valore sui social network

di Letizia Di Battista

Si può creare valore comunicando sui social?
Dipende innanzitutto dalla presenza di una strategia, dagli obiettivi che si vogliono perseguire e da cosa si intende per valore.
Spesso si dà troppa importanza ai risultati quantitativi, al numero di like o followers, senza considerare dati che possono dire di più sul successo di una campagna. Quello che conta infatti è la partecipazione, o con un termine più specifico l’engagement degli utenti. Il brand deve riuscire a instaurare una conversazione con la propria community, stimolando  interesse e interazione.

I canali social possono rappresentare una preziosa risorsa, non solo per promuovere un prodotto o  migliorare la brand reputation. I vantaggi di un dialogo con le persone sono numerosi. Ascoltando le loro opinioni e suggerimenti, un’azienda può migliore i propri prodotti e servizi, modellandoli sulle loro esigenze.

Gli utenti contribuiscono quindi a creare valore, ed aiutando l’azienda a migliorarsi, trovano sul mercato prodotti o servizi che soddisfano maggiormente le proprie esigenze.

La parola d’ordine per attivare tali processi è ascolto.

Gli utenti dedicano il proprio tempo ad ascoltare, condividere e commentare i messaggi delle aziende ma si aspettano in cambio di essere presi in considerazione. Hanno abbandonato il classico ruolo passivo e sono diventati attivi nel processo di creazione, produzione, distribuzione e consumo. Si sono trasformati in Prosumer, parola coniata dalla fusione di producer e consumer.

Un classico esempio è quello del Winner Taco, in cui la community, con non poca insistenza, è riuscita a rimettere in produzione il gelato, di cui sentivano un’inspiegabile mancanza (e di cui ora criticano il gusto, diverso dall’originale).
L’azienda, dopo quasi due anni di bombardamenti da parte della community “Ridateci il Winner Taco” ha ceduto, annunciando la decisione con un ironico “Avete rotto il ghiaccio. Finalmente è tornato”


Taco_fbLa co-creazione di valore può riguardare diversi aspetti. Cosa può soddisfare gli utenti meglio di prodotti o contenuti creati direttamente da loro?

Un esempio è il contest lanciato in questi giorni da Illy. Dando la possibilità agli utenti di creare una propria linea di tazzine, l’azienda ha a sua disposizione un numero elevato di proposte creative tra le quali scegliere, che non avrebbe potuto permettersi altrimenti.

 

 

Una pratica molto usata, ma allo stesso tempo molto pericolosa, è quella dell’utilizzo di contenuti generati dagli utenti. Se da un lato facilita molto il processo di creazione di contenuti, e aumenta l’engagement degli utenti, dall’altro può dare vita a boicottaggi e attacchi al brand.

ceresLa campagna per il lancio del prodotto Ceres Soft Ale invitava gli utenti a lasciare i propri messaggi di benvenuto al nuovo prodotto.

 

 

Quindi ricordatevi il moderatore, che l’epic fail è dietro l’angolo…

CeresfbGli utenti si stanno scatenando sulla pagina Facebook di Ceres criticando il nuovo prodotto e hanno già provveduto a creare una pagina di boicottaggio “La Ceres non si tocca”.

 

 

 

 

 

 

Articolo tratto dalla lezione di Chiara Colombo “La pianificazione di una campagna di Social Media Marketing”.

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