10 segreti per (ri-)costruire un brand di successo

di Alice Tranquilli

Primo assioma della comunicazione: comunicare è esistere; e se si è un’azienda farsi (ri)conoscere è di vitale importanza, ma impossibile se non si è rappresentati da un brand di successo. Facile a dirsi, difficile a farsi. Ma grazie ai consigli di Elisabetta Baldini, Brand Director di Inarea, siamo riusciti a carpire alcuni segreti della brand construction:

  1. Avere passione per quello che si fa. Far si che la nostra professione, se possibile, sia parte integrante della nostra vita. La passione fa essere più aperti e ricettivi, ci fa essere più lucidi sugli obiettivi da perseguire in una prospettiva di brand construction.
  2. il-piccolo-principeSviluppare la capacità di pensiero laterale. È uno dei messaggi centrali che Antoine de Saint-Exupéry ha cercato di trasmettere nel libro cult Il Piccolo Principe. Dipende tutto da che prospettiva si guardano le cose: un cappello non è più un cappello, ma un boa che digerisce un elefante. Nella brand construction è essenziale guardare le cose con occhi diversi e trovare soluzioni che altri non hanno ancora nemmeno cercato.
  3. Avere una big idea. Un brand senza un carattere forte ha vita breve. Il brand character è l’idea che guida lo sviluppo di un’organizzazione, la sua cultura, i suoi comportamenti. È necessario distinguersi con una big idea per costruire un brand di successo.
    Well-Known World Brand Logotypes
  4. Serve consapevolezza. Per sviluppare la big idea è necessario rispondere senza incertezze alle domande: chi siamo? Cosa facciamo? Come lo facciamo? Dove vogliamo andare? Ogni dubbio è un punto di debolezza da sanare prima di proseguire con la brand contruction.
  5. Il brand deve fare una promessa. Sia essa materiale o inerente al lifestyle, la promessa legata al brand deve essere il leitmotiv di tutta la strategia di comunicazione.
  6. Puntare alla brand concentration e alla brand semplification. Ovvero, tentare di non far proliferare marche nuove per ogni categoria di prodotto. Esempio classico è Philips, che raggruppa sotto un unico brand sia i prodotti ad uso domestico sia quelli ad uso medicale.
  7. Privilegiare la dimensione valoriale a quella funzionale. Quando si pensa al naming del proprio brand evitare di scegliere nomi che siano descrittivi del prodotto, troppo razionali e funzionali, ma preferire nomi di fantasia che evochino un messaggio emozionale e una dimensione valoriale.
  8. Valori come descrizione del brand. Un brand di successo deve essere riconoscibile, prima ancora di vederlo, dai valori che lo identificano. L’idea va sviluppata, comunicata, promossa in chiave di creazione di una community che condivida i valori promossi.
  9. Promuovere una modalità polisensoriale di esperienza del brand. Tecnica che sconfina nel mondo del subliminale, è il tentativo di accompagnare un’esperienza di tipo sensoriale al processo di acquisto. Un esempio? Profumi creati ad hoc e diffusi nei punti vendita per suscitare emozioni che inducano all’acquisto (per approfondire: https://it.finance.yahoo.com/notizie/nella-mente-del-consumatore-se-072930978.html)
  10. Tentare di creare un brand antropomorfo. Studi hanno dimostrato un maggiore apprezzamento del brand qualora il marchio abbia richiami a forme umane. Ancora una volta, l’uomo è ispiratore delle tecniche di comunicazione.
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